Emetti preventivi e gestisci le fatture di clienti e fornitori con Qonto.

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Emetti preventivi e gestisci le fatture di clienti e fornitori con Qonto.

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Se hai una ditta individuale, gestire bene la contabilità ti aiuta a evitare errori, rispettare le scadenze e capire meglio come sta andando la tua attività.
Il regime fiscale che applichi incide su molti aspetti pratici: documenti da conservare, fatture da emettere, registrazioni da tenere, dichiarazioni da preparare e lavoro da condividere con il commercialista.
In questa guida trovi le differenze principali tra contabilità ordinaria, contabilità semplificata e regime forfettario, gli adempimenti più importanti da conoscere e alcuni consigli per organizzare la gestione contabile della tua ditta individuale.
La contabilità della tua ditta individuale dipende soprattutto dal regime fiscale che applichi. Il regime fiscale incide su imposte, documenti da conservare, registrazioni, IVA e scadenze da gestire nel corso dell’anno.
Vediamo insieme quali sono i regimi fiscali disponibili per le ditte individuali in Italia.
ll regime forfettario può essere adatto a una ditta individuale con ricavi contenuti, pochi costi da scaricare e una gestione amministrativa semplice. È spesso scelto da chi apre una nuova Partita IVA perché riduce alcuni adempimenti: non applichi l’IVA in fattura, il reddito viene calcolato con un coefficiente di redditività e paghi un’imposta sostitutiva.
Questo non significa che sia sempre la scelta più conveniente: devi monitorare il limite di ricavi o compensi, verificare le condizioni di accesso e permanenza e valutare con il commercialista se il regime è davvero adatto alla tua attività, soprattutto se hai costi rilevanti, collaboratori o prevedi di crescere rapidamente.
La contabilità semplificata può essere adatta se la tua ditta individuale non rientra nei limiti del forfettario o se ha costi ricorrenti importanti da considerare nella gestione fiscale. Rispetto al forfettario richiede più attenzione a fatture, IVA, incassi, pagamenti e documenti, ma resta meno articolata della contabilità ordinaria.
Può avere senso, ad esempio, se acquisti materiali, merci, attrezzature o servizi in modo continuativo, perché i costi sostenuti possono essere dedotti e ridurre così reddito imponibile. In questi casi non devi guardare solo alla semplicità del regime, ma anche a quanto pesa davvero la struttura dei costi sulla tua attività.
È quindi una soluzione da valutare quando vuoi una gestione ancora relativamente snella, ma hai bisogno di tenere conto in modo più preciso di ricavi, spese e IVA.
Per approfondire, puoi leggere il nostro articolo sulle principali spese deducibili per professionisti e aziende.
La contabilità ordinaria è il regime più strutturato e richiede una gestione più dettagliata della tua ditta individuale. Devi registrare in modo puntuale costi, ricavi, incassi, pagamenti, movimenti finanziari e documenti contabili.
Può essere necessaria quando l’attività supera determinate soglie oppure quando la gestione diventa più articolata, ad esempio perché aumentano volumi, fornitori, collaboratori, investimenti o operazioni da monitorare.
Rispetto agli altri regimi, ti permette di avere una lettura più precisa dell’andamento economico e finanziario dell’attività. In cambio, richiede più adempimenti, maggiore ordine nella documentazione e un rapporto più continuativo con il commercialista.
| Aspetto | Regime forfettario | Contabilità semplificata | Contabilità ordinaria |
|---|---|---|---|
|
Limite di ricavi o compensi |
85.000€ annui |
800.000€ annui, 500.000€ annui per le attività di servizi |
Nessun limite specifico |
|
Complessità contabile |
Bassa |
Intermedia |
Alta |
|
Gestione IVA |
Non addebiti IVA in fattura, salvo casi particolari |
Sì |
Sì |
|
Costi dell’attività |
Non si deducono i costi: il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività |
I costi documentati e deducibili riducono la base imponibile |
I costi documentati e deducibili riducono il reddito imponibile e vengono registrati con maggior dettaglio |
|
Documenti da gestire |
Fatture e documenti essenziali |
Fatture, costi, incassi, pagamenti e IVA |
Fatture, registri IVA, scritture contabili, incassi, pagamenti, crediti e debiti |
|
Supporto del commercialista |
Meno frequente |
Più frequente |
Fondamentale e continuativo |
Per scegliere il regime più adatto alla tua ditta individuale, non devi guardare solo alle imposte. Devi valutare anche quanto è complessa la tua attività, quanti costi sostieni, quali volumi di fatturazione prevedi e quanto supporto ti serve nella gestione contabile.
Il regime forfettario è spesso preferito da chi apre una nuova Partita IVA. Secondo la Sintesi annuale 2025 dell’Osservatorio sulle partite IVA del Dipartimento delle Finanze, nel 2025 i soggetti che hanno aderito al regime forfettario sono stati 242.529, pari al 48,5% del totale delle nuove aperture di Partita IVA.
In generale si può dire che:
Il regime scelto non incide solo su quante imposte paghi: cambia anche il modo in cui devi organizzare fatture, documenti, registrazioni e scadenze.
Prima di decidere, può essere utile confrontarti con un commercialista: ti aiuta a valutare costi, requisiti, previsioni di ricavo e impatto della contabilità sulla gestione quotidiana della tua attività.
Se hai anche un lavoro come dipendente, devi fare una valutazione in più: redditi, requisiti e compatibilità possono incidere sulla scelta del regime.
Nel nostro articolo su come conciliare partita IVA e lavoro dipendente trovi un approfondimento dedicato a questo scenario.
Gli adempimenti contabili della tua ditta individuale cambiano in base al regime fiscale e contabile applicato. Nel forfettario la gestione è più snella, mentre in contabilità semplificata e ordinaria devi seguire con più attenzione fatture, costi, IVA, incassi, pagamenti e registrazioni.
La differenza principale è questa: nel forfettario non devi tenere registri e scritture contabili come negli altri regimi, ma devi comunque emettere le fatture quando previsto, conservarle e monitorare ricavi, incassi e scadenze.
In contabilità semplificata o ordinaria, invece, devi registrare fatture emesse e ricevute, considerare i costi deducibili e gestire l’IVA su acquisti e vendite.
| Adempimento | Regime forfettario | Contabilità semplificata | Contabilità ordinaria |
|---|---|---|---|
|
Fatture emesse |
Le emetti quando previsto e le conservi |
Le emetti, le conservi digitalmente a norma di legge e le registri nel registro delle vendite ai fini IVA e delle imposte sui redditi. |
Le emetti, le conservi digitalmente a norma di legge e le registri nel registro delle vendite ai fini IVA e delle imposte sui redditi. |
|
Fatture ricevute e spese |
Le conservi, anche se i costi non vengono dedotti in modo analitico |
Le conservi e le registri nel registro degli acquisti ai fini IVA. I costi e le spese aziendali incidono sulla determinazione del reddito in base al principio di cassa (al momento del pagamento) |
Le conservi e le registri nel registro degli acquisti e nel libro giornale, rilevando il costo economico, l'IVA detraibile e il debito verso il fornitore |
|
IVA |
Non gestisci liquidazioni IVA periodiche, salvo casi particolari |
Effettui le liquidazioni periodiche, determini l'eventuale imposta a debito e procedi ai relativi versamenti tramite modello F24 entro le scadenze di legge |
Effettui le liquidazioni periodiche, determini l'eventuale imposta a debito e procedi ai relativi versamenti tramite modello F24 entro le scadenze di legge |
|
Incassi e pagamenti |
Monitori gli incassi per verificare il rispetto della soglia annuale di permanenza nel regime (85.000€) e gestire la liquidità |
Li registri cronologicamente poiché determinano la base imponibile per le imposte in base al principio di cassa (il reddito si calcola sulla differenza tra incassi e pagamenti), oltre a servire per la gestione dello scadenziario |
Li registri obbligatoriamente nel libro giornale e nel registro di prima nota, movimentando i conti finanziari per chiudere i crediti verso clienti e i debiti verso fornitori |
|
Versamenti |
Esegui i versamenti dell'imposta sostitutiva e dei contributi previdenziali, calcolati applicando il coefficiente di redditività sul totale degli incassi |
Versi le imposte sui redditi (IRPEF/IRES) e i contributi previdenziali determinati sul reddito imponibile, calcolato secondo il principio di cassa |
ersi le imposte sui redditi (IRPEF/IRES) e i contributi risultanti dalle scritture contabili e dal bilancio d'esercizio, calcolato secondo il principio di competenza economica |
|
Registri e documenti |
Conservi a norma di legge le fatture emesse, i documenti di spesa ricevuti e i corrispettivi giornalieri (qualora previsti). Sei esonerato dalla tenuta dei registri contabili. |
Tieni e aggiorni i registri IVA (vendite e acquisti), il registro cronologico degli incassi e dei pagamenti (o i registri IVA integrati) e conservi tutta la documentazione di spesa |
Tieni e aggiorni obbligatoriamente il libro giornale, il libro inventari, i registri IVA e i registri di prima nota, oltre a conservare i libri sociali e tutta la documentazione aziendale |
Quando hai una ditta individuale, devi riportare i redditi dell’attività nella dichiarazione dei redditi. Il modo in cui vengono calcolati cambia in base al regime applicato: nel forfettario il reddito si determina con regole diverse rispetto alla contabilità semplificata o ordinaria.
Per preparare la dichiarazione, ti servono dati ordinati su fatture, incassi, spese, contributi e versamenti effettuati durante l’anno. Più la contabilità è aggiornata, più è semplice ricostruire i numeri da comunicare al commercialista e rispettare le scadenze.
Se oltre alla tua Partita IVA hai anche dei redditi da lavoro dipendente, devi considerare entrambe le fonti di reddito. Possono incidere sul calcolo delle imposte e, in alcuni casi, sui requisiti per applicare o mantenere il regime forfettario.
Nel nostro articolo su quante tasse paga una ditta individuale trovi una spiegazione più completa su imposte, contributi e calcolo del reddito.
Organizzare documenti e movimenti durante l’anno ti aiuta ad arrivare alle scadenze con dati più chiari, meno lavoro arretrato e informazioni più facili da condividere con il commercialista. Scopri come farlo con Qonto.
Una ditta individuale non deve depositare il bilancio al Registro Imprese come una società di capitali. Questo però non significa che puoi gestire i numeri senza metodo: la documentazione da tenere dipende dal regime contabile applicato.
Se sei in contabilità ordinaria o semplificata, la gestione è più dettagliata e richiede dati aggiornati su costi, ricavi, incassi, pagamenti, crediti, debiti e documenti contabili. Anche senza un bilancio da depositare, può esserti utile preparare con il commercialista una sintesi periodica dell’andamento dell’attività.
Tenere in ordine la contabilità di una ditta individuale non significa solo preparare i documenti a ridosso della dichiarazione dei redditi. Significa avere sotto controllo entrate, uscite, fatture, ricevute e movimenti durante tutto l’anno.
Con Qonto hai un conto dedicato alla tua ditta individuale per organizzare meglio le informazioni da condividere con il commercialista.
In questo modo, hai una visione più chiara della gestione economica dell’attività e puoi recuperare più facilmente i dati che ti servono per controllare costi, incassi e pagamenti.
Separare i movimenti personali da quelli dell’attività ti aiuta a leggere meglio entrate, uscite e liquidità, e rende più semplice il lavoro con il commercialista.
Qonto non sostituisce il lavoro del commercialista, ma ti aiuta a gestire in modo più ordinato la parte operativa: conto, movimenti, documenti e collaborazione con chi segue gli adempimenti fiscali della tua ditta individuale.
Il costo della gestione contabile di una ditta individuale dipende dal regime applicato, ma anche dal numero di fatture, registrazioni, versamenti e adempimenti da seguire durante l’anno.
Per avere un ordine di grandezza, puoi partire dalle fasce indicate nel nostro articolo sul costo del commercialista per la Partita IVA, che variano in base al tipo di contabilità e al volume di attività.
Nel regime forfettario, il lavoro contabile tende a essere più leggero: non gestisci liquidazioni IVA periodiche, non deduci i costi reali e hai meno registrazioni da seguire. La redazione della situazione contabile e della dichiarazione dei redditi per contribuenti minimi e forfettari può andare da 400€ a 1.200€ all’anno, in base al volume di corrispettivi e fatture emesse.
In contabilità semplificata, il costo può aumentare perché il commercialista deve seguire fatture, costi deducibili, IVA, registrazioni, dichiarazioni e versamenti. Fino a 200 fatture o registrazioni annue, l’onorario orientativo può variare tra 1.200€ e 2.400€ all’anno.
La contabilità ordinaria richiede un lavoro ancora più strutturato. Per un numero di articoli in partita doppia fino a 1.000 all’anno, l’onorario orientativo può andare da 2.400€ a 4.800€ annui.
Questi importi sono indicativi: non esiste un prezzo standard valido per tutte le ditte individuali. Il costo dipende dal volume dell’attività, dalla complessità della gestione, dal numero di documenti da lavorare e dal tipo di supporto che chiedi al commercialista.
Prima di scegliere, non valutare solo il prezzo: chiarisci cosa include il servizio, con quale frequenza riceverai aggiornamenti, quali adempimenti sono compresi e quanto supporto avrai durante l’anno.
Anche l’organizzazione dei documenti può incidere sul lavoro quotidiano. Scegliendo un piano Qonto con accesso per il commercialista, puoi creare un profilo dedicato per chi segue la tua contabilità e rendere più semplice la consultazione di movimenti, transazioni e giustificativi.
Questo può aiutarti a ridurre il lavoro manuale e a discutere con più chiarezza costo e perimetro del servizio, soprattutto se sei in contabilità semplificata.